Meta tag - l'insieme delle Istruzioni in linguaggio HTML contenute all'interno delle pagine, che forniscono varie informazioni ai motori di ricerca (google), tra le quali il titolo della pagina, l'autore della stessa, il programma usato per la costruzione, la descrizione e le keywords.
Link Popularity: in termini di web marketing è l'indice di popolarità di un sito, calcolato in base ai collegamenti provenienti e verso altri siti. La Link Popularity è maggiore se i link sono tematizzati al nostro. Registrazione siti: segnalazione ai vari motori di ricerca dell'esistenza di un sito web.
Robot (Crawler): programma usato dai motori di ricerca per visitare i siti, seguendo in modo autonomo, ogni collegamento ipertestuale presente.
MDR: abbreviazione per Motore di Ricerca.
Directory: insieme di siti catalogati per categorie (es. Yahoo oppure DMOZ)
Ranking: il ranking è la posizione che un motore di ricerca, attribuisce ad un sito, nella classifica risultante da molti fattori, tra i quali la link popularity e l'attinenza più o meno alta con il termine che avete cercato. Naturalmente siti più rilevanti appariranno prima di altri.
Keyword o parola chiave: indica una parola particolarmente importante per la sua attinenza su un determinato argomento, trattato in una pagina web. Se correttamente impostate, le keywords saranno quei termini per i quali i motori di ricerca, evidenzieranno e mostreranno i risultati a chi effettua le ricerche.
Keyword Density: è la frequenza di ripetizione di una determinata parola rispetto al testo presente nella pagina. Naturalmente, nelle giuste percentuali, la parola ripetuta assume molta importanza per focalizzare l'attenzione di un motore di ricerca sulla key voluta, è importante però non eccedere e non snaturare il senso e la scorrevolezza del testo per non penalizzare l'ottimizzazione del sito rispetto l'indicizzazione nei motori di ricerca (indicizzazione google) .
Welcome pages: le pagine welcome non sono altro che pagine fatte per essere posizionate dai motori, perchè realizzate focalizzando i testi e tutti gli elementi su specifici termini. Normalmente le welcome pages vengono realizzate a pacchetti, ognuna per una keywords scelta dal cliente.
Landing Pages: le landing pages sono pagine specifiche destinate a ricevere l'utente durante il suo "atterraggio" sul nostro sito e a mettergli a disposizione quegli strumenti che lo possano agevolare ad effettuare una azione specifica, vedi un form per l'iscrizione ad una newsletter oppure l'acquisto diretto di un prodotto o servizio.
TLD
TLD, ovvero Top Level Domain, indica l'Authority che ha proceduto alla registrazione del singolo dominio e che perciò custodisce il data base che assicura la corrispondenza tra il nome a dominio utilizzato ed il DNS
DNS
Il DNS, ovvero Domain Name System, è un codice specifico che permette di trasformare i nomi a dominio in indirizzi IP numerici
Indirizzo IP
Gli indirizzi IP, ovvero Internet Protocol, sono come i numeri telefonici e permettono di identificare e contattare un determinato computer sulla Rete. Ad ogni computer connesso ad Internet corrisponde un indirizzo IP.
Introduzione
Il web è un luogo di lavoro e condivisione, da non confondere con la televisione.Non possono essere accomunati perché sono entrambi supportati da uno schermo di vetro. La differenza tra i due mezzi non risiede tanto nel fatto che la televisione è veloce e il web lento (tra poco tempo questo problema sarà risolvibile), quanto nel rapporto con gli utenti: il web è un medium on-demand in cui l'utente richiede le informazioni con un atto di volontà, mentre la televisione è un mezzo broadcast che lascia lo spettatore passivo di fronte all'offerta dei contenuti.Internet è un mezzo recente, immaturo, che possiede una vastissima offerta: milioni di siti che offrono continue alternative.
La TV è fatta per essere guardata, il Web per compiere azioni.Quando un visitatore apre una home page, la possibilità che abbia intenzione di passare molto tempo a scoprirne il sistema di navigazione o a decifrarne le icone, è praticamente nulla. Gli utenti web non sono spettatori né esploratori, vogliono fare qualcosa (molta impoortantnza assumono in questo caso i motori di ricerca e l'ottimizzazioone di un sito rispetto la corretta indicizzazione ad esempio si google). Accedere a Internet non è come guardare un film o un video in tv (le aree in cui spesso i creativi sono più ferrati). Il web è fatto per lavorare. Cliccare. Cercare. Ottenere dei risultati. Non semplicemente, guardare.L'usabilità è una della armi a nostra disposizione per trattenere l'audience e per consentire ai visitatori di lavorare con il nostro sito.
Prime definizioni di usabilità
L'usabilità è quella proprietà di un sito web che lo rende "facile" da navigare e usare.
Originariamente la parola usabilità deriva dalla progettazione dei software: dalla metà degli anni 80 iniziò a svilupparsi quella che è una vera e propria scienza, che coniuga la psicologia e l'intelligenza artificiale all'informatica.
Questi erano e sono tuttora
i principati attributi dell'usabilità definiti nel Sun Usability Lab:
1. Utilità
2. Facilità di apprendimento
3. Efficienza
4. Facilità di ricordo
5. Quantità di errori
6. Soddisfazione
1. UtilitàLa prima domanda riguarda ovviamente il senso stesso del sito. Serve a qualcosa? A chi serve?
2. Facilità di apprendimentoCome si comportano gli utenti davanti a un sito che non hanno mai visto? Indugiano? Si ritrovano in aree di cui non conoscono il senso generale e di cui non sanno dire come sono arrivati? Vorrebbero fare qualcosa ma non sanno "Come"? Ci sono delle "metafore" di facile intuizione? (tra le queste la più' famosa è l'onnipresente "carrello della spesa")
3. EfficienzaI visitatori possono interrogare il sistema e ricevere delle risposte sensate e veloci, o devono tentare e ritentare per ottenere ciò che hanno in mente? Il caricamento del sito è rapido?
4. Facilità di ricordo
Gli utenti ricordano immediatamente come usare il sito la seconda o terza volta che ci ritornano?
5. Prevenzione degli errori
I navigatori compiono errori o usano spesso il tasto back come se fossero finiti dove non volevano? Il sito stesso contiene errori di vario genere?
6. SoddisfazioneIl sistema è divertente e soddisfacente da usare o crea ansia e frustrazione?
Il presupposto dell'usabilità: la User Experience
Il punto di vista dell'utente è la prima cosa di cui tenere conto nella progettazione e produzione di un sito web.
La scelta più facile sarebbe quella di cadere nel tranello della tecnologia a tutti i costi, del "facciamo colpo sul cliente". Mentre, nel costruire schemi di navigazione, grafica e database occorre sempre chiedersi: "come si comporteranno i visitatori, che vantaggi ne trarranno?"

In tutte le fasi della progettazione occorre sempre avere ben chiari gli obiettivi che si vogliono raggiungere, conoscendo soprattutto le necessità degli utenti, prevedendo i loro comportamenti nel sito.
Che cosa succede in siti non usabili?
A seconda delle statistiche,
dal 39 al 50% delle vendite potenziali viene perso perché
non si riesce a trovare l'informazione. Il problema non risiede nello scarso interesse che può avere la merce, ma nel fatto che i visitatori non riescono bene a capire che cosa e come si stia vendendo!
I dati tangibili di un sito non usabile provengono innanzitutto dall'analisi dei log. I log sono file di testo che conservano la memoria dei visitatori e del traffico di un sito.
Esistono diversi software per l'analisi statistica dei log, più o meno costosi, più o meno famosi (tra questi il più celebrato è "Web trends"); esistono siti che on-line vanno a monitorare le nostre visite, alcuni lo fanno gratuitamente e altri a pagamento: è una questione di scelte, ma in ogni caso i dati riportati dai log sono il primo "Fatto" sui cui lavorare.
Un sito pubblicato e pubblicizzato non funziona quando: - Dopo il lancio iniziale si verificano consistenti perdite di traffico
- Nella parte di e-commerce gli acquisti sono scarsi
- C'è un forte abbandono dei carrelli di spesa
- I visitatori restano pochi secondi nella home poi lasciano il sito senza visitarlo in profondità
- I visitatori non tornano, le statistiche dicono che nel nostro sito non ci sono visitatori abituali
- Quando l'analisi dei log rivela questi comportamenti allora è il caso di considerare un approccio user oriented.
Introduzione
a chi è rivolta e quali sono gli obiettivi
Questa guida tratta ll'ottimizzazione del sito per il miglioramento del posizionamento del sito sui motori di ricerca (es: google), sia negli aspetti operativi, sia in quelli strategici. Per posizionamento nei motori di ricerca (es google) si intende quell'insieme di attività che rendono e mantengono visibile il sito sui motori
Obiettivi
Obiettivo di questa guida è dare all'aspirante SEO (Search Engine Optimizer) le conoscenze necessarie per padroneggiare i più comuni metodi e strumenti, ma la lettura è indicata anche per coloro che volessero approfondire le tecniche di webmarketing più recenti.
Il posizionamento nei motori di ricerca è una strategia a lungo termine che, pur potendo acquisire risultati sin dalle prime settimane (in determinate situazioni), accompagna tutta la vita del sito.
Di ogni metodo, regola o soglia, quindi, si evidenziano vantaggi e svantaggi, in modo da poter consentire al lettore di decidere, volta per volta, sino a che punto usare sistemi eccessivamente rischiosi.
Affrontiamo, inoltre, i temi della strategia e della redemption, onde fornire le informazioni necessarie per decidere in quale direzione impiegare le energie. Il l'ottimizzazione e il posizionamento di un sito non sono infatti, fini a sé stessi, ma strumento per raggiungere l'obiettivo del sito stesso.
Prerequisiti
Prerequisito per la lettura e la comprensione dei concetti trattati è la conoscenza:
• dei principali temi legati alla navigazione su Internet;
• delle principali istruzioni del linguaggio HTML;
• delle basi del linguaggio Javascript;
• di un programma di creazione di pagine web.
Pur non disponendo di tutte le conoscenze indicate, comunque, il lettore potrà trovare utile parti della guida in funzione della sua professione. Il grafico, per esempio, troverà utili le informazioni sui layout, sui tag Alt, su Flash (marchio registrato di Macromedia Inc.). L'editore di testi, invece, sarà interessato alla parte di ottimizzazione dei contenuti del sito ed alla struttura dei link.
Evoluzione degli algoritmi
Gli algoritmi dei motori di ricerca sono in continua evoluzione e di questo si deve tener conto, soprattutto nel definire la strategia da adottare per l'ottimizzazione del posizionamento del sito .
È fondamentale comprendere l'essenza delle regole, non le soglie dei parametri. Le regole, infatti, non sono soggette a variazioni continue, ma sono i valori che delimitano i range a cambiare.
Per evitare di essere troppo dipendenti dai parametri, è importante utilizzare valori che non siano mai al limite. Questo consente di migliorare l' ottimizzazione del sito ed essere meno influenzati da molti dei cambiamenti.
È consigliabile, per poter seguire la continua evoluzione degli algoritmi, non modificare le pagine, ma produrne di nuove con nuovi valori. Infatti, dato che gli algoritmi tendono a comportarsi "ad altalena", ciò che era positivo ieri, diventa negativo oggi, ma tornerà positivo domani.
Motori di ricerca e directory
Cosa sono e quali sono le differenze tra i due sistemi di ricerca
In questa sezione sono fornite le nozioni generali necessarie per meglio comprendere le parti più tecniche e operative. Si tratta, in sostanza, di un background sul quale si poggia tutta la conoscenza relativa al posizionamento nei motori di ricerca (es: posizionamento google).
Sistemi di ricerca
Anche se nel gergo SEM/SEO (Search Engine Marketing/Search Engine Optimizing) si tende sempre a parlare di "motori", in realtà occorre distinguere due diversi sistemi di ricerca:
1. le directory, cataloghi di siti, organizzati secondo una classificazione per tipo.
2. i motori, database di pagine di siti, con strumenti di ricerca solitamente basate sulla presenza di testi
Le directory
Le directory sono normalmente gestite da personale umano che seleziona i siti e li cataloga, sulla base di richieste in arrivo dall'esterno.
L'inserimento nella directory può essere a pagamento o gratuita. Rigide regole, solitamente, governano l'inserimento e la catalogazione. Per completare i risultati presentati a fronte delle ricerche, ai dati provenienti dai propri cataloghi, le directory aggiungono quelli provenienti da motori coi quali hanno accordi (seconda sorgente). A volte, quindi, pur non essendo stato inserito nella directory, il sito è presente tra i risultati perchè è registrato nel database del motore di ricerca usato come seconda sorgente.
Per le directory a pagamento, è opportuno effettuare controlli sulle chiavi più importanti. Nel caso le posizioni dovessero essere già buone in virtù della seconda sorgente, si potrà decidere di acquistare il PPI (Pay per Inclusion) solo a fronte di futuri cambiamenti.
L'inserimento in alcune directory, comunque, è importante perchè migliora il ranking (scalata) delle posizioni sui motori che vi fanno riferimento (ad esempio, essere in Dmoz aiuta il posizionamento su Google).
Directory famose sono Yahoo, Virgilio, Arianna (una sua sezione), Dmoz.
I motori
Anche se su alcuni motori di ricerca l'inserimento dei siti è effettuato su richiesta del webmaster o del SEO (Add URL è il nome del processo), nella maggior parte dei casi avviene in seguito al passaggio di uno spider che percorre il web seguendo solo quelle catene di link che, partendo dalle pagine già presenti nel database, si diramano per tutta la Rete.
Come già visto per le directory, anche i motori a volte completano i propri risultati con dati provenienti da altri motori o addirittura non hanno propri risultati. Aol, per esempio, fornisce i dati di Google.
Motori famosi sono Google, Altavista, Msn, Alltheweb, Overture.
Gli spider
Come e cosa vede un motore di ricerca effettuare l'indicizzazione di un sito
uno spider è un programma che ha il compito di leggere una o più pagine di uno o più siti web su indicazione di un altro componente del motore di ricerca.
Lo spider può essere immaginato come un browser che visualizza il contenuto delle pagine che un navigatore umano ha selezionato sulla finestra degli indirizzi. Si tratta più esattamente di un vecchio modello di browser, poiché le sue capacità di lettura sono molto limitate rispetto a quelli moderni. Questo spiega perché non riesca a leggere i Javascript, i Flash ed in generale tutte quelle parti che impiegano API (Application Program Interface).
Per avere un'idea indicativa di cosa un motore vede di un sito, basta navigarlo con una versione 3 di Internet Explorer, con i Javascript disabilitati. Per controlli più reali, è possibile usare appositi simulatori di browser disponibili sul mercato, tenendo conto del fatto che tra i vari spider esistono piccole differenze e che questi software subiscono modifiche nel tempo.
Cosa non legge il motore di ricerca
Per comprendere cosa il motore non legge, basta aver presente il suo obiettivo: tenere traccia di quali informazioni il sito contiene e indicare al navigatore l'elenco di quei siti che hanno maggiore attinenza con la ricerca che sta eseguendo.
Perché ciò sia possibile, il software dei motori deve poter leggere le informazioni e catalogarle o indicizzarle in qualche modo. Tutto quello che non è direttamente leggibile, non è indicizzabile o catalogabile.
La fotografia di una mela ha significato solo per l'uomo, avendo quest'ultimo la capacità di associare un concetto ad un'immagine. Un software ha la possibilità di analizzare la foto e ricavarne il disegno, ma non può "comprendere" che cosa significa e quindi non riesce ad indicizzarlo.
Tutta la grafica di un sito, quindi, può avere significato per un uomo, ma non ne ha alcuno (o pochissimo) per un motore di ricerca.
Allo stesso modo, Flash, essendo un'immagine o un insieme di fotogrammi, non può essere interpretato con la tecnologia odierna ed a costi e tempi di elaborazione accettabili.
Si stanno effettuando degli esperimenti, comunque, per arrivare almeno a distinguere i caratteri all'interno delle immagini o per scomporre un movie Flash nei suoi elementi di base, interpretando le componenti testuali. Alcuni motori sono già in grado di farlo, ma agli effetti del posizionamento, questi contenuti hanno un'incidenza minore rispetto a quelli inseriti con codice HTML.
Altre parti della pagina che i motori attualmente non considerano sono:
• il codice Javascript, perché non è semplice per un software ricavarne sempre il risultato finale;
• le parti in ASP o in PHP (che al motore non arrivano).Spam e trucchi
Comportamenti da evitare per migliorare l'indicizzazione
In relazione ai motori di ricerca, si usa il termine spam per indicare siti o pagine preparati con l'apposito scopo di arrivare alle prime posizioni dei risultati, senza offrire un reale contenuto utile al navigatore. Una precisazione è doverosa. Non si ritiene spam l'ottimizzazione, anche eccessiva, di una pagina o di un sito, se poi il contenuto è utile e originale.
Si definiscono spam-engine quei siti realizzati appositamente per assomigliare ad un motore di ricerca in modo da avere contenuti utili per l'indicizzazione. Si distinguono dai motori veri e propri perché non hanno una reale struttura pensata per fornire un servizio al navigatore. I risultati sono pieni di pubblicità, i sistemi di ricerca sono primitivi, l'efficienza è minima.
Le caratteristiche principali degli spam-engine e delle pagine spam di siti convenzionali sono:
• le pagine sono solitamente in numero elevato;
• i contenuti sono spesso casuali, privi di senso, con molte ripetizioni di chiavi o disordinati;
• le pagine sono costruite da appositi programmi, spesso dinamicamente, senza alcuna cura per la qualità del contenuto.
Migliorare il posizionamento del sito nei motori di ricerca mediante la realizzazione di pagine spam, è estremamente rischioso perché i motori di ricerca stanno investendo molto nella creazione di algoritmi in grado di identificarne la natura per eliminarli dai risultati. Alcuni motori, inoltre, offrono un servizio di segnalazione degli spam-engine, dando modo ai navigatori che li individuano, di indicarli.
Trucchi per i motori
I motori, negli anni, hanno creato algoritmi per determinare l'attinenza di una pagina o di un sito ad una ricerca fatta dal navigatore, migliorando così l'ottimizzazione del sito perla ricerca.
Lo studio e la sperimentazione consentono di comprendere quali siano i metodi usati per comporre i risultati, i parametri di maggior incidenza e le soglie limite. Tali conoscenze permettono di realizzare pagine e siti che abbiano le caratteristiche necessarie per meglio posizionarsi sui motori, a fronte delle ricerche delle chiavi oggetto dell'attività.
Diverso è, invece, impiegare trucchi per raggirare i motori e acquisire attinenza in modo forzato rispetto a quello che è il contenuto visibile al navigatore che osserva la pagina. L'espressione "trucchi e trucchetti" è usata per indicare quei metodi di ottimizzazione basati sul tentativo sistematico di scalare i risultati aggirando gli algoritmi dei motori.L'uso di tali trucchi, seppur efficace in molte situazioni, è estremamente rischioso perché combattuto dai motori. Lavorare ostacolando i motori di ricerca non è mai conveniente sul lungo termine perché obbliga a controllare sistematicamente il sito posizionato, intervenendo di continuo per correggere le pagine a fronte delle modifiche degli algoritmi. Grave, inoltre, è il rischio di essere bannati, cioè eliminati dai database dei motori, perdendo ogni visibilità.
Esempi di trucchi e trucchetti sono:
• scritte con caratteri dello stesso colore dello sfondo per nascondere l'eccessiva ripetizione di chiavi nel testo o l'inserimento di frasi non attinenti;
• inserimento di immagini di un pixel, con lo scopo di inserire clausole "Alt" con testi utili per il posizionamento;
• eccessiva ripetizione delle chiavi (key stuffing);
• inserimento di elenchi di chiavi nei tag title e nella description.
La domanda se un trucco funziona o no è già un errore. I trucchi non vanno usati. Semplicemente.
Cosa evitare
Volendo riassumere, quali sono le cose da evitare nel posizionamento di un sito?
• Non usare trucchi e trucchetti. Sono troppo rischiosi e hanno la necessità di un continuo controllo e manutenzione del sistema.
• Evitare l'uso di tecniche dichiaratamente non gradite dai motori, pena l'esclusione definitiva dagli indici (cloaking, redirect).
• Evitare l'eccessiva presenza di codice Javascript nelle pagine.
• Realizzare siti con troppi temi non attinenti tra loro, soprattutto in settori a forte competizione.
• Puntare con link siti spam.
Il comportamento dei navigatori
Per meglio accontentare e fidelizzare i propri navigatori, i motori studiano i comportamenti e la psicologia degli utenti mediante la registrazione e l'analisi di fenomeni che potrebbero in qualche modo evidenziare preferenze e necessità.
Un'alta durata media delle visite alle pagine di un sito, per esempio, potrebbe far ritenere che lo stesso sia interessante. Il concetto di durata di una visita è alquanto evanescente e molto ci sarebbe da dire a proposito, ma ciò esula da questa trattazione. In termini statistici sui grandi numeri, comunque, si accetta il significato e quanto rappresenta. A sunto: se ci si ferma molto su una pagina, probabilmente è perché la stessa è interessante (anche se ovviamente si potrebbe essere semplicemente occupati in altro, pur avendo la pagina a video).
La richiesta di inserimento di una pagina tra i "preferiti" del browser, quando intercettata dal motore mediante una toolbar, sicuramente attesta l'interesse dell'utente per la stessa. L'apposizione sulla pagina di una funzione che faciliti il visitatore a fare ciò, potrebbe aumentare il numero di inserimenti e quindi di feedback ai motori, con evidenti benefici.
Il numero di click effettuati sulla URL della pagina, a fronte delle ricerche condotte, è un'ulteriore spinta al posizionamento. Scrivere buone descrizioni che invoglino il click, oltre a portare traffico, aumentano il rank avviando un loop in crescendo sicuramente vantaggioso.
L'inserimento di Feed RSS e Trackback, favorendo lo scambio dei link ed aumentando i feedback inviati ai motori, aumentano la sensazione di interesse per la pagina.
Studiare il comportamento dei navigatori, comprenderne gusti, esigenze e gestualità, portando tale conoscenza nelle pagine, conduce ad enormi benefici.
Flash e i motori
Considerazioni siti o elementi in Flash
I motori di ricerca leggono le pagine dei siti e ne curano l'indicizzazione dei contenuti per individuare velocemente quelli attinenti alle ricerche fatte dai navigatori.
Un movie in Flash (marchio registrato di Macromedia Inc.) è un insieme di "frame" grafici che un'applicazione di visualizzazione installata sul computer visualizza in rapida sequenza nella finestra del browser.
Un movie, in sostanza, non contiene testi, ma immagini. I pochi testi sono comunque in forma grafica e risultano pertanto leggibili solo all'occhio umano. Sino a qualche tempo fa, i motori di ricerca non erano in grado di valutarne il contenuto ed indicizzare le parole presenti. Di fatto, le parti in Flash di un sito non risultavano affatto. In virtù di alcuni accordi con Macromedia, il motore Fast ha dato ai propri algoritmi di lettura ed indicizzazione la capacità di leggere i contenuti presenti nei campi testuali statici dei movie Flash. Risulta, per altro, che lo stesso Google sia in grado di leggere i link presenti all'interno dei movie e che stia effettuando esperimenti di lettura dei testi. Prove fatte da vari laboratori dimostrano che i contenuti testuali delle parti realizzate in Flash non sono i più idonei per raggiungere le prime posizioni tra i risultati delle ricerche.
È preferibile che i siti, per i quali il posizionamento è fondamentale, non siano fatti in Flash o che lo siano solo per le parti grafiche, con una buona percentuale di contenuti scritti in HTML.
Un sito in Flash, comunque, può essere ugualmente posizionato con varie tecniche, con l'aggravio del dover avere una particolare struttura (non deve essere un enorme movie) e del dover essere appoggiato da pagine esterne ottimizzate (welcome page o door page).
Utenti
Il comportamento dei navigatori
Per meglio accontentare e fidelizzare i propri navigatori, i motori studiano i comportamenti e la psicologia degli utenti mediante la registrazione e l'analisi di fenomeni che potrebbero in qualche modo evidenziare preferenze e necessità . Un'alta durata media delle visite alle pagine di un sito, per esempio, potrebbe far ritenere che lo stesso sia interessante.
A sunto: se ci si ferma molto su una pagina, probabilmente è perchè la stessa è interessante (anche se ovviamente si potrebbe essere semplicemente occupati in altro, pur avendo la pagina a video). La richiesta di inserimento di una pagina tra i "preferiti" del browser, quando intercettata dal motore mediante una toolbar, sicuramente attesta l'interesse dell'utente per la stessa. L'apposizione sulla pagina di una funzione che faciliti il visitatore a fare ciò, potrebbe aumentare il numero di inserimenti e quindi di feedback ai motori, con evidenti benefici.
Il numero di click effettuati sulla URL della pagina, a fronte delle ricerche condotte, è un'ulteriore spinta per migliorare il posizionamento. Scrivere buone descrizioni che iper l'ottimizzazione del sito.
L'inserimento di Feed RSS e Trackback, favorendo lo scambio dei link ed aumentando i feedback inviati ai motori, aumentano la sensazione di interesse per la pagina. Studiare il comportamento dei navigatori,portando tale conoscenza nelle pagine, conduce ad enormi benefici in relazione al miglioramento dell'indicizzazione.
Suggerimenti per i test
Se si vogliono effettuare sperimentazioni è importante:
• usare domini di recente registrazione o che comunque non siano mai stati oggetto di spam;
• lavorare su un numero ristretto di pagine, salvo che le prove non siano proprio relative al loro numero;
• effettuare i test su poche chiavi, meglio se conosciute;
• lasciar passare un opportuno periodo prima di analizzare i risultati;
• usare campagne di pay per click, quando possibile;
• escludere tutto ciò che non è inerente al motore oggetto della prova dalle statistiche;
• registrare lo stato del sito e gli accessi prima dell'inizio delle prove;
• escludere la dipendenza dal posizionamento, dove possibile.
Prima di iniziare il periodo di prova è importante valutare quali sono tutte le variabili che possono incidere sul risultato, in modo da toglierne il maggior numero possibile.