Introduzione
Il web è un luogo di lavoro e condivisione, da non confondere con la televisione.Non possono essere accomunati perché sono entrambi supportati da uno schermo di vetro. La differenza tra i due mezzi non risiede tanto nel fatto che la televisione è veloce e il web lento (tra poco tempo questo problema sarà risolvibile), quanto nel rapporto con gli utenti: il web è un medium on-demand in cui l'utente richiede le informazioni con un atto di volontà, mentre la televisione è un mezzo broadcast che lascia lo spettatore passivo di fronte all'offerta dei contenuti.Internet è un mezzo recente, immaturo, che possiede una vastissima offerta: milioni di siti che offrono continue alternative.
La TV è fatta per essere guardata, il Web per compiere azioni.Quando un visitatore apre una home page, la possibilità che abbia intenzione di passare molto tempo a scoprirne il sistema di navigazione o a decifrarne le icone, è praticamente nulla. Gli utenti web non sono spettatori né esploratori, vogliono fare qualcosa (molta impoortantnza assumono in questo caso i motori di ricerca e l'ottimizzazioone di un sito rispetto la corretta indicizzazione ad esempio si google). Accedere a Internet non è come guardare un film o un video in tv (le aree in cui spesso i creativi sono più ferrati). Il web è fatto per lavorare. Cliccare. Cercare. Ottenere dei risultati. Non semplicemente, guardare.L'usabilità è una della armi a nostra disposizione per trattenere l'audience e per consentire ai visitatori di lavorare con il nostro sito.
Prime definizioni di usabilità
L'usabilità è quella proprietà di un sito web che lo rende "facile" da navigare e usare.
Originariamente la parola usabilità deriva dalla progettazione dei software: dalla metà degli anni 80 iniziò a svilupparsi quella che è una vera e propria scienza, che coniuga la psicologia e l'intelligenza artificiale all'informatica.
Questi erano e sono tuttora
i principati attributi dell'usabilità definiti nel Sun Usability Lab:
1. Utilità
2. Facilità di apprendimento
3. Efficienza
4. Facilità di ricordo
5. Quantità di errori
6. Soddisfazione
1. UtilitàLa prima domanda riguarda ovviamente il senso stesso del sito. Serve a qualcosa? A chi serve?
2. Facilità di apprendimentoCome si comportano gli utenti davanti a un sito che non hanno mai visto? Indugiano? Si ritrovano in aree di cui non conoscono il senso generale e di cui non sanno dire come sono arrivati? Vorrebbero fare qualcosa ma non sanno "Come"? Ci sono delle "metafore" di facile intuizione? (tra le queste la più' famosa è l'onnipresente "carrello della spesa")
3. EfficienzaI visitatori possono interrogare il sistema e ricevere delle risposte sensate e veloci, o devono tentare e ritentare per ottenere ciò che hanno in mente? Il caricamento del sito è rapido?
4. Facilità di ricordo
Gli utenti ricordano immediatamente come usare il sito la seconda o terza volta che ci ritornano?
5. Prevenzione degli errori
I navigatori compiono errori o usano spesso il tasto back come se fossero finiti dove non volevano? Il sito stesso contiene errori di vario genere?
6. SoddisfazioneIl sistema è divertente e soddisfacente da usare o crea ansia e frustrazione?
Il presupposto dell'usabilità: la User Experience
Il punto di vista dell'utente è la prima cosa di cui tenere conto nella progettazione e produzione di un sito web.
La scelta più facile sarebbe quella di cadere nel tranello della tecnologia a tutti i costi, del "facciamo colpo sul cliente". Mentre, nel costruire schemi di navigazione, grafica e database occorre sempre chiedersi: "come si comporteranno i visitatori, che vantaggi ne trarranno?"

In tutte le fasi della progettazione occorre sempre avere ben chiari gli obiettivi che si vogliono raggiungere, conoscendo soprattutto le necessità degli utenti, prevedendo i loro comportamenti nel sito.
Che cosa succede in siti non usabili?
A seconda delle statistiche,
dal 39 al 50% delle vendite potenziali viene perso perché
non si riesce a trovare l'informazione. Il problema non risiede nello scarso interesse che può avere la merce, ma nel fatto che i visitatori non riescono bene a capire che cosa e come si stia vendendo!
I dati tangibili di un sito non usabile provengono innanzitutto dall'analisi dei log. I log sono file di testo che conservano la memoria dei visitatori e del traffico di un sito.
Esistono diversi software per l'analisi statistica dei log, più o meno costosi, più o meno famosi (tra questi il più celebrato è "Web trends"); esistono siti che on-line vanno a monitorare le nostre visite, alcuni lo fanno gratuitamente e altri a pagamento: è una questione di scelte, ma in ogni caso i dati riportati dai log sono il primo "Fatto" sui cui lavorare.
Un sito pubblicato e pubblicizzato non funziona quando: - Dopo il lancio iniziale si verificano consistenti perdite di traffico
- Nella parte di e-commerce gli acquisti sono scarsi
- C'è un forte abbandono dei carrelli di spesa
- I visitatori restano pochi secondi nella home poi lasciano il sito senza visitarlo in profondità
- I visitatori non tornano, le statistiche dicono che nel nostro sito non ci sono visitatori abituali
- Quando l'analisi dei log rivela questi comportamenti allora è il caso di considerare un approccio user oriented.